I nostri consigli per visitare il Museo degli Innocenti con i bambini

Da quando mio figlio frequenta la scuola materna, ci siamo avvicinati alle visite nei musei della nostra città, Firenze. Questa volta ne abbiamo scelto uno speciale che merita, a mio giudizio, più attenzione nei racconti e nelle spiegazioni essendo stato per oltre sei secoli un luogo simbolo per l’assistenza all’infanzia. Voglio quindi darvi, sulla base della nostra esperienza, un pò di consigli per visitare il Museo degli Innocenti con i bambini.

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Safari urbano a Firenze per scoprire la città attraverso gli occhi dei bambini

Avete mai riflettuto su quanto sia importante avvicinare i bambini ai monumenti della città in cui vivono, per imparare a conoscerli, apprezzarli e soprattutto rispettarli? Ecco, questo è il percorso che abbiamo compiuto domenica scorsa durante il Safari Urbano a Firenze, un travel-lab creativo che ha accompagnato i bambini ad esplorare Firenze e a conoscerne tante curiosità! L’ideatrice del Safari Urbano è Deborah Croci, una travel designer specializzata nell’organizzazione di viaggi e itinerari per famiglie, per unire le esigenze e permettere ai grandi di osservare il mondo attraverso gli occhi dei bambini.

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L’ABC di Firenze, anzi…del dialetto fiorentino!

Oggi voglio raccontarvi Firenze in maniera differente dal solito. Raccolgo con piacere l’inziativa del progetto #insider lanciato da Silvia di Trippando per raccontare l’ABC della mia città. Ma non voglio parlarvi di monumenti, chiese, musei o altre attrazioni molto note di Firenze. Voglio raccontarvi la città attraverso il suo famosissimo dialetto fiorentino: modi di dire e termini con cui mi sono letteralmente scontrata appena mi sono trasferita in questa città, ma che mi hanno sempre reso il dialetto fiorentino, il più simpatico d’Italia e che ormai, a distanza di 17 anni, sono entrati nella mia testa (e alcuni anche nel mio modo di parlare).

Pronti a farvi due risate?

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La nostra visita al Museo dell’Opera del Duomo con Mamma Cult

Fare i turisti nella nostra bella Firenze è sempre una gran soddisfazione. Se poi c’è la possibilità di visitare uno dei più bei musei presenti in città con una guida su misura per bambini, lo è ancora di più! E’ nata così la nostra visita guidata in collaborazione con Mamma Cult al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

Mamma Cult è un portale online dove è possibile prenotare visite guidate per famiglie nella propria città, ma anche laboratori, escursioni naturalistiche e tante altre attività family friendly. Le visite si adattano ai bambini da 0 a 13 anni e vengono organizzate principalmente nel week end.

Avevamo in mente la visita di questo museo da tanto tempo ma con un bambino ci sembrava un pò “impegnativa”, così quando ho letto che Mamma Cult stava organizzando una visita ad hoc ho pensato fosse l’occasione giusta. Mariagrazia, la guida incaricata per questa visita, ci ha accompagnati tutti (grandi e piccini) attraverso le sale del museo svelandoci i misteri e la storia che stanno dietro ad ognuna delle opere presenti.

Il Museo dell’Opera del Duomo raccoglie le opere originali provenienti dal grande complesso religioso di Firenze costituito dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Campanile di Giotto, la Cupola del Brunelleschi e il Battistero antistante. Queste opere furono infatti spostate dalla loro collocazione originale per svariati motivi storici.

Siamo entrati un pò timidamente nel museo ma Mariagrazia ci ha fatto sentire subito a nostro agio fra queste meravigliose opere, raccontandoci aneddoti e curiosità sulla loro realizzazione.

Sapevate ad esempio che nella sala principale del museo dell’Opera del Duomo, chiamata del Paradiso, è stata interamente ricostruita la facciata del Duomo e vi si trovano le statue originali che la Famiglia Medici fece smantellare per commissionarne di nuove? Ebbene si, decisero di ammodernare la facciata, cancellando l’impronta medioevale della chiesa per adeguarla allo stile rinascimentale dell’epoca. Fra tutte queste statue risaltano indubbiamente la Madonna con gli occhi di vetro di Arnolfo, affiancata da San Zanobi e Santa Reparata (la santa alla quale era stata dedicata la vecchia cattedrale).

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Sempre in questa sala, sono esposte 2 delle porte originali del Battistero, quella Nord e quella del Paradiso, entrambe realizzate in bronzo dal Ghiberti. 25 anni di lavorazione ciascuna e nelle cui formelle si racconta l’evoluzione dell’arte orafa. Nella prima, quella Nord, ci sono i primi accenni di prospettiva, che poi in quella del Paradiso, Ghiberti attuò in modo più marcato, dati anche i contemporanei studi di Donatello su questa tecnica.

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In quest’ultima, infatti, ogni formella ha una vera e propria evoluzione dello spazio: dallo sfondo della scena quasi come un dipinto, ai personaggi in primo piano che sono dei veri e propri altorilievi.

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Non a caso era la porta più bella del Battistero dalla quale uscivano i battezzati: entrati come neofiti dalla porta Nord si incontravano nel centro del Battistero con i preti arrivati da quella Sud e, una volta ricevuto il sacramento, uscivano dalla Porta del Paradiso per dirigersi verso la Cattedrale.

Nel museo dell’Opera del Duomo c’è poi la Cupoletta, la “finta” cupola costruita dal Brunelleschi per gli operai che vi lavoravano e fatta per mostrare loro come porre i mattoni. Intere squadre di muratori si muovevano infatti insieme a spina di pesce per costruire questa imponente opera fatta da una cupola interna (quella vera) in grado di sostenere il peso della struttura, ed una più leggera, esterna, che fornisce l’estetica alla struttura perchè fatta con mattoncini rossi, che sembrerebbero rappresentare la Madonna.

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Al primo piano si trovano invece le sculture e le formelle originariamente poste sul Campanile di Giotto che rappresentavano la storia dell’uomo, non dal punto di vista religioso ma seguendo il filo delle scoperte fatte nella medicina, nell’astronomia  e nelle altre scienze, ognuna collegata ad una virtù oppure ad un pianeta.

Altre bellissime opere presenti nel museo sono le cantorie del Duomo, una di Luca dela Robbia, l’altra di Donatello, l’altare interamente in argento dedicato a San Giovanni e usato a copertura dell’altare presente in basilica in occasione della festa del santo.

Poi ci sono i modelli preparati commissionati dai Medici agli artisti dell’epoca per l’ideazione della nuova facciata del Duomo. I modelli sono ovviamente di epoca rinascimentale e avrebbero dovuto sostituire quella smantellata dai nobili fiorentini che invece apparteneva all’epoca medioevale.

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2 bellissime opere hanno poi concluso la nostra visita guidata: Santa Maria Maddalena, la scultura in legno in cui Donatello ha rappesentato la sofferenza e la Pietà di Michelangelo.

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Quest’ultima rappresenta Gesù tolto dalla croce da Nicodemo, presente alle sue spalle, con Maria e Maddalena invece ai lati. Fu realizzata quando Michelangelo era molto anziano e non ci vedeva quasi più; questo, insieme alla difficoltà di lavorare il mramo, non gli fecero terminare l’opera (manca infatti una gamba a Gesù) e liberare, si dice, la sua anima.

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Se vi state chiedendo come sia possibile soffermarsi davanti a queste opere con un bambino e ascoltare la storia che c’è dietro ognuna, vi dico che con Mamma Cult questo è possibile. Mariagrazia aveva innanzitutto portato del materiale didattico per fare una sorta di caccia al tesoro di alcuni particolari delle opere e poi ha fatto un sacco di domande ai più piccoli (ma anche a noi) per ricostruire con il nostro aiuto le origini e la storia delle statue. In questo modo siamo stati tutti coinvolti e ancora più incuriositi dai misteri che ci sono dietro.

Davvero una bella esperienza che mi sento di consigliare alle famiglie, per avvicinare i bambini alla bellezza dell’arte delle nostre città.

Grazie ancora a Mamma Cult per questa visita al Museo dell’Opera del Duomo e ci auguriamo di rivederci presto!

Per maggiori informazioni visitate il sito

Mamma Cult