In questi giorni pre partenza, trovo le farmacie sempre molto affollate e i genitori in ansia a selezionare, previo o no consiglio del medico, quali medicine portare in viaggio per i bambini.
Detto che, un minimo di kit di medicinali bisogna farlo anche per noi adulti, con lo stesso approccio ed essenzialità, io ho affrontato la scelta di quelle da portare per mio figlio.
Non è però sempre stato così.
Per il primo viaggio, confesso, di aver rischiato di pensare solo agli imprevisti… anzi ad una lunga serie di imprevisti che ci sarebbero potuti capitare, con la paura di ritrovarci in ferie in un posto sperduto e lontano da qualsiasi farmacia, anche se in realtà stavamo andando una settimana al mare in Maremma…. 😀
Se prima portavo per me solo paracetamolo e imodium, credendo che mi sarebbero bastati per affrontare qualsiasi catastrofe sanitaria, col bimbo e con un pò di pratica ho messo a punto un kit essenziale di medicine da portare in viaggio per i bambini, in modo da essere pronti ad una serie di circostanze.
Ecco quindi quello che io non lascio mai a casa, spero possa tornarvi utile o magari farvi passare un pò quello stato di ansia e riportarvi ad una scelta più moderata di cosa mettere in valigia:
Del nostro lungo itinerario on the road in Sudafrica, ricordo tutto: gli odori, i colori, il sorriso delle persone, il freddo della savana all’alba e i tramonti sulla jeep con l’adrenalina di vedere qualche felino sbucare fuori per andare a caccia.
Prima di partire, mi dicevano che l’Africa rimane dentro. Devo dire che ne ho capito il significato davvero, solo quando mi sono trovata lì, ma soprattutto quando sono tornata a casa.
Dopo avervi raccontato dei nostri safari,a terra e nei fiumi, dei canyon e del lungo e avvincente itinerario lungo la Garden Route, voglio parlarvi della nostra ultima tappa nella Penisola del Capo: cosa c’è da vedere a Cape Town e lungo tutta la penisola che prende il nome dalla città.
Siamo arrivati a Città del Capo dopo la nostra ultima tappa della Garden Route che da Arniston ci ha fatto percorrere gli ultimi chilometri di questa bellissima strada panoramica e ricca di punti scenografici incredibili.
Abbiamo soggiornato a Città del Capo per 3 notti. Sono stati sufficienti per vedere tutto ma con ritmi abbastanza serrati 😉
Il primo giorno siamo partiti in direzione della Penisola del Capo di Buona Speranza, dedicando un intero giorno alla visita del parco e dei dintorni.
Lungo la strada infatti ci sono già alcune tappe da non perdere. Innanzitutto ci siamo fermati a Kalk Bay per qualche foto e, percorrendo la 114 fino a Simon Towns, ci siamo fermati per una sosta d’obbligo a Boulders Beach per avvistare la numerosa e famosissima colonia di pinguini, Boulders Penguin Colony (ingresso 70R per gli adulit, 35R per i bambini).
Considerate che l’atmosfera è decisamente più turistica dell’angolo incontaminato che avevamo visitato qualche giorno prima a Betty’s Bay. Qui a Boulders beach,una baia sabbiosa con dei giganteschi massi avrete, in base all’orario decine e decine di turisti intorno, che inevitabilmente fanno rumore e disturbano la quiete della baia ma i pinguini sono talmente tanti (oltre 2000) che li potrete vedere da ogni punto della passerella che si spinge fino alla spiaggia.
Dopo qualche chilometro da qui, si arriva all’ingresso del Parco naturale (ingresso 610R per tutta l’auto e i passeggeri).
Il parco è ricchissimo di flora e di fauna: struzzi, antilopi, facoceri, babbuini e zebre la fanno da padroni.
Senza contare i panorami a strapiombo sull’oceano che mi hanno tolto il fiato (oltre che fatto scattare decine e decine di foto).
Ci siamo fermati velocemente alla croce di Vasco de Gama, il primo esploratore a circumnavigare la penisola del Capo nel lontano 1497. La sua impresa fu successiva a quella di Bartolomeo Diaz (dalla parte opposta della strada, potrete vedere l’altra croce a lui dedicata) che fu di fatto il primo a scoprire questo lembo di terra.
La sua impresa però era fallita dal momento che la sua nave si incagliò contro le scogliere, intrappolandolo nella False Bay per moltissimo tempo a causa delle forti correnti marine di questa zona.
Superato questo punto, ci siamo diretti verso il parcheggio dove lasciare la macchina e prendere la funivia Flying Dutchman (50R adulti e 20R i bambini) per salire fino al faro, il punto più alto e certamente il più turistico da dove è possibile ammirare il panorama sulla penisola.
Da lassù è possibile sia riscendere con la funivia ma anche a piedi, come abbiamo fatto noi.
Dalla base della funivia, Cape Point, dove si lascia l’auto parte poi il percorso che conduce alla vera Punta del Capo di Buona Speranza. Il sentiero, di circa 3 chilometri e mezzo, che noi abbiamo percorso in circa 1 ora, pur fermandci di continuo a fare foto e ammirare il bellissimo paesaggio . Il sentiero attravesa una grande scogliera, permettendo di ammirare da numerosi punti panoramici, un’alternanza di spiagge bianchissime e rocce frastagliate su cui si infrangono le onde dell’oceano.
Il percorso è medio-facile non tanto per la ripidità quanto per il sentiero sulle rocce in alcuni tratti un pò impegnativo.
E alla fine il sentiero scende giù veloce fino al famosissimo cartello che segna l’arrivo al Capo di Buona Speranza.
Ovviamente qui ci si arriva anche via strada, ma il sentiero dal parcheggio della funivia a qui, per me è da fare, regala panorami che non avreste altro modo di vedere.
Ripresa l’auto (ovviamente tornando indietro a piedi..) abbiamo ripercorso le strade fino all’uscita del parco.
Per tornare a Città del Capo abbiamo seguito le indicazioni per Noordhoak imboccando la M65 fino ad arrivare alla Chapman Peak Drive, una delle strade panoramiche più belle al mondo da percorrere rigorosamente al tramonto. (ingresso 45R per auto).
La strada stretta e tortuosa costeggia la scogliera, la Chapman’s Peak, insinuandosi nella montagna tra gallerie naturali e strette curve, a strapiombo sull’Oceano Atlantico.
Terminati questi pochi chilometri, si attraversa la Baia di Hout che con i profili disegnati dalle montagne a ridosso, dà la possibilità di godere di un altro panorama su cui sembrano disegnarsi forme e volti d’altri tempi.
La Slovenia è famosa per essere un paese verde ma anche per possedere molte sorgenti termali.
Perciò una tappa alle Terme di Catez con i bambini può essere una buona idea alla fine di un viaggio alla scoperta di questo paese.
Incuriositi da questa sua caratteristica, alla fine del nostro tour itinerante in Slovenia della scorsa estate, abbiamo quindi programmato una tappa alle Terme di Catez, le storiche sorgenti termali scoperte sulle rive del fiume Sava più di 200 anni fa.
Oggi sono attive 11 trivellazioni di acqua termale che sgorga dai 300 ai 600 metri di profondità ad una temperatura che va dai 43 ai 63 gradi.
Noi siamo arrivati dopo 2 settimane di vacanze tra la Val Badia e la Slovenia quindi ci faceva piacere concederci 2 giorni di relax e divertimento puro prima di rientrare in Italia. Era peraltro una promessa fatta a Simone da molto tempo!
Il tempo purtroppo non è stato dalla nostra parte: nuvole e pioggia hanno minacciato i nostri due giorni di soggiorno ma per fortuna le Terme di Catez sono così grandi e così ricche di offerte per tutte le situazioni che non abbiamo risentito troppo del meteo avverso.
L’Hotel Terme, la struttura a 4 stelle dove siamo stati ospiti noi, che al suo interno ha anche delle sue piscine termali sia interne che esterne, un grande centro benessere e camere accoglienti e moderne.
Il ristorante dove viene servita la colazione e la cena propone un menù internazionale e vista la numerosità dei coperti non sempre soddisfa in qualità e quantità.
Sebbene sia l’hotel di categoria più alta del complesso termale, è anche quello più distante dall’accesso alla Riviera. E’ possibile comunque accedervi dai vialetti esterni, direttamente in accappatoio. Per noi che abbiamo trovato tempo mediocre e soprattutto fresco, la passeggiata in accappatoio è risultata un pò azzardata, per fortuna che poi ci siamo tuffati nell’acqua calda!!
L’Hotel Toplice è forse quello più comodo dato il suo accesso diretto alla riviera termale invernale. Offre sia camere che soluzioni residence e appartamento.
Un grande campeggio con 250 piazzole per roulotte, camper e tende, parco giochi per bambini, campi di pallavolo e pallacanestro e 2 ristoranti.
Il Villaggio Indiano per una vera vacanza avventurosa per un soggiorno alle Terme di Catez con i bambini. 15 tende a disposizione con i principali confort e un angolo cucina, ciascuna per massimo 4 persone.
Il Villaggio dei Pirati costituito da 20 casette galleggianti sul lago da 5 posti ciascuna. Le casette, interamente costruite con materiali naturali, sono collegate con la terraferma da un ponte di legno.
Il complesso termale è poi costituito da due Riviere alle quali avrete accesso acquistando il biglietto di ingresso.
La Riviera Termale Estiva è il più grande complesso di piscine d’Europa con i sui 10.000 mq di superfici e un divertimento assicurato per tutti ed è aperta da Aprile a Ottobre.
All’ingresso venendo dall’esterno – e non dalla riviera invernale – sono disponibili degli armadietti dove lasciare gli oggetti personali.
Davanti a voi si aprirà subito una visione che per i vostri bambini sarà una delle principali attrazioni, ovvero l’Isola dei Pirati: un’enorme struttura in acqua con scivoli, fontane, schizzi e giochi di ogni tipo, compreso un grande pirata che dall’alto riempie la sua bocca per poi travolgervi con l’acqua raccolta al suo interno.
Per i più grandi c’è il fiume lento da attraversare con i gonfiabili, scivoli a tutte le altezze, piscine con le onde, lo scivolo in stile Formula 1 da fare su un grande gonfiabile in coppia con un’altra persona, lo scivolo vortice, piscine di forme irregolari, cascate e getti d’acqua di ogni intensità e una grande piscina olimpionica.
Insomma, noi siamo tornati tutti bambini e abbiamo passato, nonostante la temperatura non fosse caldissima, tutta la giornata qui.
Abbiamo comunque passato qualche ora nella Riviera Termale Invernale che ha al suo interno moltissime attrazioni e scivoli: piscina con le onde, lo scivolo black-hole, la pista da surf per sfidarsi a stare in piedi o comunque a lungo sulla tavola, uno scivolo trampolino, il kamikaze e per i più piccoli un’affascinante nave pirata!
Insomma le Terme di Catez sono assolutamente una destinazione adatta alle famiglie con bambini, grande organizzazione soprattuto indipendente dal meteo. Che sia bello o brutto tempo, è possibile tuffarsi in piscina, scivolare giù per le attrazioni, partecipare ad un sacco di giochi d’acqua e la sera essere abbastanza stravolti da non aver bisogno di nessun altro tipo di animazione!!
Per andare in settimana bianca, abbiamo sempre scelto il periodo tra fine febbraio e metà marzo quando le giornate sono più lunghe. Abbiamo sempre cambiato comprensorio per conoscere posti nuovi e l’anno scorso per non incorrere nella neve “papposa” per via delle temperature più alte (a buon intenditor…), abbiamo deciso di andare in un comprensorio ad un’altitudine maggiore.
Così dopo aver raccolto un pò di informazioni in rete abbiamo prenotato la nostra settimana bianca al Tonale!
Il passo del Tonale si trova al confine tra Lombardia e Trentino e segna il limite tra la Val di sole e la Val Canonica. Il comprensorio Ponte di Legno Tonale che inizia qui, fa parte del comprensorio Skirama Dolomiti Adamello Brenta. Trovandosi ad un’altitudine maggiore, grazie alla presenza del Ghiacciaio Presena, gode della stagione sciistica più lunga.
Il Passo del Tonale si trova a 1900 metri e si sviluppa come una piccola località con hotel e alloggi da cui potrete partire anche con gli sci ai piedi, o tutt’al più con gli scarponi e gli scii in mano per fare poche decine di metri fino agli impianti!
Devo dire che per le famiglie che intendono privilegiare le attività sciistiche, ho trovato il Passo del Tonale un’ottima opzione. Di contro può fare più freddo e non c’è una passeggiata o via pedonale come potreste trovare a Folgaria o Andalo. Ma volete mettere la comodità di avere gli impianti di risalita davanti all’hotel senza dover prendere l’auto o la navetta?
E’ stata anche la prima volta che io non ho sciato ed essere così a portata di pista è stata comunque una cosa buona che mi ha permesso di raggiungere il resto della comitiva a pranzo in qualche rifugio, accompagnarli di prima mattina alla scuola sci e fare qualche ciaspolata seguendo i sentieri che partono sempre dal Passo.
Per Simone abbiamo optato, anche questa volta, per un corso di sci privato, ovvero una lezione di 2 ore in primissima mattinata per poi lasciargli tutta la giornata a disposizione per continuare a sciare con il babbo e gli amici che erano con noi. Questo perchè arrivando a metà settimana, non siamo riusciti ad unirlo ai corsi collettivi che solitamente iniziano la domenica.
Ci siamo affidati ad una scuola di sci di alto livello, la Scuola Italiana Sci&Snowboard Ponte Tonale che peraltro ci ha consentito di scegliere l’orario più adatto alle nostre esigenze.
Essendo in compagnia di amici, Simone ha fatto la sua lezione condividendola con la sua amica (sempre opzione offerta dalla scuola per lezioni private collettive) e così abbiamo avuto anche un certo vantaggio economico.
Per i bambini che iniziano a sciare, le lezioni della Scuola Italiana Sci&Snowboard Ponte Tonale vengono fatte a partire dal FantaSKI: un’area attrezzata con giochi e percorsi dovei i più piccoli possono esercitarsi in tutta tranquillità. Nell’area è anche disponibile un servizio di babysitting e animazione.
Le piste di questo comprensorio sono adatte ai principianti ma non solo. Dalla famosa pista nera del Paradiso, 3 km di lunghezza per un dislivello di 710 metri, alla lunga e panoramica pista dell’Alpino con 4.500 metri di sviluppo e 725 metri di dislivello.
Assolutamente da non perdere è la pista direttissima Presena-Tonale-Pontedilegno: 11 Km di pista con 1.740 metri di dislivello da percorrere tutta d’un fiato!
E per chi non scia, cosa si può fare al Passo del Tonale?
La prima cosa che vi consiglio è di seguire i vostri amici e familiari sciatori quando decideranno di avventurarsi sulle piste del ghiacciaio Presena. Dal passo del Tonale, a piedi, è possibile infatti raggiungere la stazione di partenza della cabinovia Paradiso che con una fermata intermedia a 2.700 porta, in soli 7 minuti, sul tetto dell’Adamello.
Qui il panorama è mozzafiato, il freddo è pungente, il vento tira forte ma davanti a voi avrete sua maestà il ghiacciaio.
Per scendere giù ci si deve avventurare per la pista nera Paradiso, uno spasso a detta di chi scia. Non avendo ancora tanta esperienza, ho portato in giù i bambini della compagnia fino alla stazione intermedia dove si sono ricongiunti alla comitiva e hanno ripreso a sciare tutti insieme. Tenete a mente questa opzione se vi trovaste anche voi lassù.
In più, all’altezza della stazione intermedia, è possibile visitare “Suoni e voci della seconda guerra mondiale“: un museo multimediale che si trova all’interno di una galleria lunga 60 metri, scavata nel granito a 2.600 metri di quota dai soldati impegnati nel primo conflitto mondiale.
Percorrendola, grazie agli effetti sonori, si ascoltano le raffiche di mitragliatrici, gli ordini di evacuamento e i boati dei bombardamenti che riportano indietro nel tempo, quando questo tunnel riparava i soldati dal gelo e dal fuoco nemico. Questo era infatti il punto di confine tra il Regno d’Italia e l’impero austro-ungarico.
Durante la nostra settimana bianca al Tonale, ho sperimentato anche un’altra attività da non sciatrice, ovvero dedicarmi ad una bella ciaspolata. Provate a sentire l’ufficio del turismo se siete fortunati a trovare una partenza di gruppo, altrimenti armatevi di cartina e partite anche da soli come ho fatto io.
Ho scelto un sentiero che partiva non troppo lontano dal nostro albergo, che costeggia seggiovia Valbiolo e arriva fino all’omonima Malga, dove mi sono ricongiunta con l’altra parte della comitiva (quella che scia).
Dalla seggiovia Valbiolo, occorre seguire le indicazioni per l’Hotel La Mirandola. In prossimità della chiesetta dell’Ospizio accanto all’hotel, si imbocca il percorso che prosegue pianeggiante fino a un bivio (300 m dalla partenza); si prosegue sulla sinistra facendo quindi l’ampio tornante, fino a giungere in prossimità delle piste da sci. Da qui il percorso si snoda salendo per circa 2 km a fianco della pista Valbiolo fino a giungere al parco delle Marmotte che si trova alla Malga omonima.
Settimana bianca al Tonale Dove alloggiare
Il vantaggio di questa località è che ci si trova ai piedi degli impianti e si esce praticamente con gli scarponi allacciati!
Abbiamo alloggiato all’Hotel Cielo Blu che si trova a circa 70 metri dalle seggiovie Valena e Valbiolo e a circa 600 metri dalla funivia Paradiso che porta in ghiacciaio del Presena.
Un piccolo hotel a conduzione familiare con offerta di mezza pensione e serate a tema. Durante il nostro soggiorno abbiamo partecipato alla serata a base di pizza che ha fatto felici tutti i turisti stranieri presenti ma devo dire che anche a noi ha fatto piacere per alternare la cucina e i sapori della montagna!
Nell’hotel è disponibile il deposito sci e al pomeriggio, di rientro dalle piste, l’accoglienza al bar con tisane e cioccolate calde, è davvero super!